La sindrome della gambite (Restless leg syndrome, detta anche RLS)

Le gambe senza riposo o sindrome della gambite è un disturbo di cui si sente parlare abbastanza spesso e spesso anche abbastanza a sproposito….

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 Voglio parlarne a sproposito anche io:

Anzitutto, è un problema la sindrome della gambite. E i problemi hanno un peso variabile, estendibile sulla nostra scala del dolore per latitudine e sul valore longitudinale della nostra capacità di conviverci. Questa sindrome non è tanto misurabile in dolore, quanto più in un logorante fastidio che, a volte, ci fa preferire altri tipi di supplizio. Per intenderci e per essere certi che stiamo parlando della stessa cosa, fate pure un salto in giro nel web , ma temo che, se state leggendo questo articolo, è possibile che già lo sappiate e siate alla ricerca di una soluzione. 

Il riassunto della sindrome della gambite senza riposo:

Possiamo riassumerlo la sindrome della gambite in: problema neurologico, arti inferiori (questo il trend, ma ci sono spostamenti ad altre zone), importuna il sonno. La sua diagnosi non è difficile, ma non sarete voi a farvela: lasciatela al vostro dottore, o, se vi sentite abbastanza sicuri, una visita direttamente dal neurologo potrà indirizzarvi verso la terapia migliore. Personalmente, ho avuto la sfortuna di condividere il mio corpo con una sindrome rimasta semi-sopita per quasi 26 anni, e dico “semi-” perché non è che sia esplosa tutto d’un colpo senza il minimo ritegno, senza preavviso, senza bussare alla porta.

Da dove arriva la sindrome della gambite?

La trasmissione delle gambe senza riposo è genetica e qui ha dato il suo meglio, perché ciò che per anni ha afflitto le gambe e il sonno di mia madre, me lo sono preso nella confezione famiglia: quelle gambe senza riposo che hanno creato qualche problema di concentrazione e due pizzichi di disagio in alcuni momenti salienti della mia vita, tipo mentre guardavo un film di supereroi in inglese coi sottotitoli in tedesco, non capendo nulla ma proprio nulla, ho studiato diverse lingue quindi in quel momento la mia unica preoccupazione era saltare in piedi, alzarmi e camminare, senza destare sospetti nelle persone di fianco a me o divincolarmi da una morsa invisibile di un altrettanto super-invisibile mostro del divano.

I problemi della sindrome delle gambe senza riposo:

Nello specifico, la sindrome delle gambe senza riposo, ciò che accade è un’insieme di sensazioni che vanno dal formicolio sottopelle a piccole scosse che mettono a dura prova la tua capacità di stare fermo e civilmente composto; se opponi resistenza, sforzandoti di contenerti per vivere sociale o perché quel giorno sei masochista, diventi pazzo ed esplodi a mo’ di attacco epilettico (si fa per dire). Hai un’urgenza impellente di scaricare quel disagio motorio che va oltre il semplice “bisogno di muovere le gambe”, soprattutto perché non si placano con qualsiasi movimento procurato volontariamente: bisogna alzarsi e camminare. Quindi, anche se tenti di attaccarti al lampadario a testa in giù, di sgambettare da batterista dopato o farti tirare da quello strumento medievale col quale diventi più lungo e poi muori, difficilmente avrai dei benefici.

Il periodo dei giochi, però, finì. L’assunzione di alcuni farmaci sembrò scatenare la madre degli attacchi notturni, degli attacchi in auto mentre guidavo, degli attacchi in generale. In quei mesi di estenuanti lotte nel letto tra me e le mie gambe indemoniate, ho capito che eravamo al capolinea. Forse non era più la sindrome “innocua” che ho sempre sopportato a cuor leggero, ma qualcosa che andava preso con maggiore serietà.

Mentre facevo le mie supposizioni, e senza ancora una diagnosi, dovevo escogitare dei modi per alleviare il disturbo e incanalare la prepotente voglia di maneggiare con cura un seghetto mentre mi tagliavo entrambi i femori.

LA MIA SOLUZIONE ALLA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO:

La sindrome delle gambe senza riposo mi ha dato un bel grattacapo in questa vita e dato che non potevo tagliarmi gli arti come detto sopra, come neanche camminare tutte le notti per la casa in lungo e in largo, ho avuto modo di scoprire questi “trucchi del disagiato” che, in molti momenti, si sono rivelati una benedizione:

  1. Gli/Le amanti dei “grattini” (e mi rivolgo soprattutto alle coppie, da soli non funziona) possono crogiolarsi in questa tecnica anti-sindrome che va a calmare il sistema nervoso e l’irrequietezza che si sposta continuamente dentro di voi. É una tecnica tanto semplice quanto efficacie, bisogna schiavizzare il partner “momentaneamente” e lasciarsi andare mentre veniamo grattati leggermente su alcune del corpo. Personalmente, sia che venissero eseguiti sulle gambe sia in altre parti del corpo (mani, piedi, braccia, schiena), le gambe cessavano di darmi fastidio, qualunque fosse il grado.

I PRO: l’effetto immediato, la sensazione di inebriante piacere, maggiore intimità nella coppia, premesso che l’esecutore dei grattini sia ben predisposto.

I CONTRO: i grattini creano dipendenza, ma sono innocui. Serve sempre un’altra persona, e quando finiscono il problema ritorna. Dovremmo essere sempre grattati!

Massaggi vs sendrome delle gambe senza riposo!

I massaggi. Talvolta, più che un problema di sindrome di gambe senza riposo, è circolatorio. In questo caso, un massaggio thai, un linfodrenante o defaticante degli arti inferiori può essere davvero molto utile. La pressione esercitata sulle vene spinge il flusso sanguigno verso l’alto e un corretto svuotamento venoso agevola la sua depurazione, evitando quei ristagni ematici che appesantiscono le gambe. Questi tre massaggi risultano comunque efficaci anche nella RLS: il thai lavora sullo sblocco energetico dei meridiani che sicuramente a livello delle gambe è facilmente riscontrabile, ma anche le altre due manipolazioni vanno a toccare più sistemi a livello profondo. Lo svedese è, invece, indicato per un rilassamento generale e per abbassare i livelli di stress che, come ho avuto modo di sperimentare, ne è spesso la causa primordiale.

I PRO: il piacere di un massaggio è sempre soggettivo, ma ricordatevi che i suoi benefici sono innumerevoli. Dopo un massaggio il vostro corpo/mente non è lo stesso di prima.

I CONTRO: ha un costo, ma è una spesa che vale la pena provare. Ricordiamoci che parliamo del nostro benessere. Importante è anche il rapporto di fiducia che avete con l’operatore, quindi vi consiglio di non scendere a compromessi se la persona non vi suscita simpatia o tranquillità: anche provando a rilassarci, qualcosa dentro di noi rimane in allerta e compromette sensibilmente gli effetti. Se i massaggi vi piacciono e li scegliete come terapia del benessere, non arrendetevi se con un operatore non vi trovate bene; insistete piuttosto nel cercare qualcuno a cui affidarvi e instaurare una relazione di conoscenza e fiducia, è un aspetto fondamentale.

Attività fisica contro gambe indemognate!

  1. L’attività fisica è un valido supporto per abbassare i sintomi delle gambe senza riposo, anche se personalmente la regola del “cammina tanto e stanca le gambe” non ha funzionato abbastanza da convincermi: più di una volta, anche dopo lunghissime passeggiate, mi sono ritrovata a “sgambettare” tarantolata nel letto. Ciò non pregiudica che non sia la vostra chiave di svolta. Provate lo stesso, e cercate di non avere aspettative. Questo articolo vuole solo dare spunti e consigli extra rispetto a quelli che trovate sul web per convivere più serenamente con questa problematica. Piuttosto, la vera differenza l’ha fatta lo yoga. Da quando ho ripreso a praticare 1-2 volte la settimana, c’è stato un salto qualitativo enorme. L’unione mistica tra esercizi di stretching, con grande focus sulla colonna vertebrale, e la respirazione consapevole ha innescato una bomba benefica nel mio corpo.

Cercate di dare molto spazio a tutte quelle posizioni che privilegiano un allungamento della colonna: in essa passano e si irradiano i nervi, i nostri trasportatori di “corrente” per la movimentazione dei muscoli.

I PRO: infiniti, un po’ superfluo elencarli.

I CONTRO: praticare lo yoga, ad esempio, è fattibile anche per conto proprio. Tuttavia, è altamente consigliata la partecipazione a corsi seguiti da insegnanti certificati che vanno a correggervi qualora ce ne sia bisogno. Insomma, è un impegno.

Il nostro sonno VS sindrome delle gambe senza riposo!

  1. Non penserete mica di dormire con la sindrome delle gambe senza riposo? Se vi capita di non riuscire a prendere sonno, o di svegliarvi nel cuore della notte a causa delle vostre gambe, provate a mettervi a pancia in giù, proni, o in Darmikasana, la “posizione della devozione”: anche se non sembra il migliore preludio al sonno, questo meraviglioso Asana ha superato il controllo qualità a pieni voti. Nonostante l’alto livello di disperazione, dopo un tempo che non ho calcolato per ovvi motivi, ho potuto vivere un’incredibile pace motoria e, di conseguenza, addormentarmi.

I PRO: posizione fattibile da quasi tutti gli esseri umani senza particolari limiti strutturali o biomeccanici. Placa immediatamente l’urgenza di muovere le gambe.

I CONTRO: sotto le coperte bisogna un attimo aggiustarsi. Il mantenimento prolungato potrebbe darvi quella sensazione di “testa in giù” non sempre gradevolissima.

Non abbiate paura di sperimentare e sentitevi libere/i di condividere i vostri tentativi e le vostre scoperte. Ricordiamoci che possiamo essere i primi alleati del nostro corpo e che il nostro corpo non è un nemico, né un problema. Se possiamo, prima di assumere farmaci, cerchiamo un modo più dolce per curarci.

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DENTI GIALLI

Grazie per la lettura e in bocca al lupo!

 

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